
Da Il Mattino di Padova di martedì 11 maggio 2010
NON SI CRESCE ALL’INFINITO
di Marina Bastianello
Monsieur Attali, invitato nei giorni scorsi dalla Fondazione Cariparo all’interno del suggestivo programma di dibattiti Segnavie, «Orientarsi nel mondo che cambia», ha consegnato pensieri e parole a un pubblico attento, sui temi più incalzanti di un futuro prossimo.
Con dovizia e pertinenza di argomentazioni, ha messo in scena quella “mistica della crescita” che condiziona il suo ottimistico pensiero, nonché approccio alle categorie dello sviluppo. Vorrei provare a spiegare perché giudico “vecchio”, cioè non più rispondente alle necessita all’ordine del giorno, questo pur interessante filone di pensiero che traduce scelte politiche bipartisan se, come è stato, monsieur Attali ha saputo riconvertire un impegno a fianco di Mitterand in un successivo incarico altresì prestigioso con Sarkozy.
Nella breve domanda, l’unica che è stato possibile fare, rimasta sostanzialmente senza risposta, ho cercato di sviluppare la contraddizione che rimane sul piatto insieme alle nostre paure. Può un sistema finito, la Terra, sostenere uno sviluppo infinito? Basta l’ottimismo, assai pregevole, applicato nel riconvertire il senso delle parole a salvarci?
Leggi la parte successiva dell’articolo →