Arci Nuova Associazione è un’organizzazione di promozione culturale e sociale.

Diritti e doveri dei soci

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IL DECALOGO DEL SOCIO ARCI
DIRITTI E DOVERI DI CHI PARLA NO-PROFIT

Hai scelto liberamente di diventare un socio dell’Arci e la tua tessera ti permette ora l’ingresso in un universo ricco e multiforme: l’universo dei circoli.
Diventi così protagonista della nostra associazione; parte attiva con i suoi diritti e i suoi doveri; fruitore a pieno titolo di servizi e attività, ma tu stesso impegnato a dare idee ed energia alla loro creazione e alla loro qualità.
Quando il circolo dove ti sei iscritto è nato, i suoi fondatori erano certi che le attività svolte sarebbero state motivo di allegria, di riflessione e di impegno anche per tutti coloro che avrebbero potuto e saputo avvicinare.
Questa era, ed è ancora adesso, la loro grande e semplice idea. Ma ora non è più solo loro; è anche tua.
Sei anche tu, insieme agli altri soci, responsabile del futuro di quell’idea.
Allora, sappi innanzitutto quali sono le prime cose che ti si chiedono e quelle che devi chiedere.

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Essere socio vuol dire:

  1. conoscere lo statuto del proprio circolo, condividerne le finalità e rispettarne le regole;
  2. prendere parte attiva alla vita del circolo, collaborando con gli altri soci all’organizzazione delle attività e alla realizzazione dei suoi scopi sociali;
  3. partecipare alle assemblee esercitando il proprio diritto-dovere di decisione sulle scelte che riguardano la vita del circolo;
  4. partecipare alla discussione e all’approvazione del bilancio annuale del circolo;
  5. partecipare all’elezione degli organismi dirigenti del circolo e, se lo ritenete, candidarsi a farne parte;
  6. impegnarsi ad affermare dentro e fuori del circolo il valore e la dignità delle persone, al di là di ogni differenza di sesso, razza o religione, la cultura e la pratica della tolleranza, della pace, della cooperazione e della solidarietà tra i cittadini;
  7. occuparsi dei problemi del territorio, prestando la propria attività a sostegno dei cittadini più deboli, per la crescita culturale e civile della comunità;

…e infine ricorda che il gioco, la gioia e la felicità sono beni inalienabili di tutti che ognuno ha il diritto di preservare.

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